I nostri eroi minatori
Il primo minatore fu Domenico Del Pizzo di anni 37 che lavorò nella miniera di Minersvile in Pennsylvania nel 1899. A lui seguirono Domenico D'Orsaneo (1901), Guido D'Orsaneo (1919), Alfredo Di Ienno (1920) e Carmine Di Ienno (1923). Tutti “Scesero in Miniera” a Minnersville Pennsylvania (U.S.A.) Dal 1937 al 1962 Palombaro ha assistito ad una massiccia emigrazione che ha determinato la partenza di 165 uomini, di età compresa dai 16 ai 48 anni, per le miniere carbonifere della Sardegna, della Francia, del Belgio, della Germania e per le miniere aurifere dell’Australia. Dal 1937 al 1958, per la Sardegna, vi furono partenze quasi annuali tanto che si raggiunse il numero totale di 33 minatori nelle date di seguito descritte. Nel 1937 il primo a partire fu Giovanni Giangiulio all’età di 29 anni. I minatori più giovani erano i diciottenni, minorenni per l’epoca, Amadio De Menna, nel 1939 e Domenico Giangiulio, nel 1946. Mentre Sante Del Pizzo, quarantottenne e considerato il più grande, nel 1940. L’età compresa della maggior parte dei giovani emigranti va dai 18 ai 48 anni. Mentre negli altri anni si riscontra una partenza individuale. I 33 minatori hanno lavorato nelle tre miniere di Carbonia: Sirai, Nuraceddu e Serbariu per un periodo compreso dai 2 ai 3 anni, tranne Amadio De Menna che vi è rimasto per 8 anni, divenendo capo-squadra. La maggior parte dei minatori palombaresi ha lasciato la Sardegna nel 1946 per emigrare nelle miniere europee nelle seguenti cronologie: Francia dal 1948 al 1951 (17 minatori) nella miniera di Pas de Calais a Vingles, di età compresa dai 21 ai 39 anni; Belgio dal 1946 al 1956 (104 minatori); Germania dal 1943 al 1962 (21 minatori). Le cronache riportano i seguenti dettagli per Paese. Francia, il primo minatore Francesco De Sanctis, considerato il più grande a 39 anni, arrivò nel 1948. Mentre Pasquale Taraborrelli di 21 anni, considerato il più giovane, arrivò nel 1951. Il gruppo più consistente, 13 persone, è partito nel 1951, le altre date di partenza sono il 1948 (1 persona) ed il 1950 (3 persone). Questi, ivi giunti, sono stati alloggiati nelle baracche. Tutti ricordano quest’esperienza con una grande tristezza. In Francia, i palombaresi sono rimasti solo un anno perché hanno preferito partire, alcuni nelle miniere del Belgio, altri nelle miniere della Germania. In Belgio si è verificato il flusso emigratorio più massiccio: 104 palombaresi dal 1946 al 1956. (Alcuni dati: nel 1946: 12 persone. Nel 1947: 2 persone. Nel 1948: 22 persone. Nel 1949: 3 persone. Nel 1950: 6 persone. Nel 1951: 25 persone. Nel 1952: 9 persone. Nel 1953: 8 persone. Nel 1954: 2 persone. Nel 1955: 13 persone. Nel 1956: 2 persone). Bisogna sottolineare che i minatori palombaresi a partire dagli anni ’50 hanno portato anche le famiglie ed hanno vissuto nelle “casette della mina”. In Belgio 17 minatori sono rimasti lì per sempre, come Falcone Berardino, 17 anni, il minatore più giovane; gli altri sono ritornati a Palombaro. Mentre il più grande è Giangiulio Concetto di 40 anni, tornato invece a Palombaro. La maggior parte dei palombaresi ha lavorato nella provincia di Liegi. Nelle miniere di Bonne-Foi-Hareng a Milmort, nella Petite Bacnure e nella Grande Bacnure ad Herstal, nella miniera di Wérister a Romsée , nella miniera di Hasard a Micheroux e la Gosson a Pansy. Ma ci sono anche palombaresi che hanno lavorato a Limburgo nelle miniere di Waterschei, Winterslag e a Charleroi nella miniera di Marcinelle e nella Louvière, nelle miniere di Anderlues e Farciennes. In miniera solo un caso di incidente tragico: Flaviano De Vitis morto a 25 anni nella “mine” di Belle-Fleur a Liegi; al quale la nostra Associazione ha posto in memoria qui a Palombaro un carrello belga, originale, di carbone vicino al Monumento di Santa Barbara il 04 dicembre 2011. In Germania sono arrivati 21 palombaresi dal 1943 al 1962. Nel 1943 i primi due minatori sono: Odorisio Antonio ed Odorisio Nicola Ercole. Nel 1953: 2 persone. Nel 1956: 8 persone. Nel 1957: 3 persone. Nel 1958: 4 persone. Nel 1959: 1 persona. Nel 1962: 1 persona. Antonio Falcone di 19 anni è il più giovane. Mentre Francesco D’Angelo di 37 anni è il più grande. I 21 minatori hanno lavorato nelle miniere di Emil Mayrisch e Mariadorf a Alsdorf, ma anche nelle miniere di Ratheim, Gouleis, Sierdolf. La maggior parte è tornata a Palombaro, solo 3 minatori sono rimasti per sempre in Germania. Dal 1952 al 1961 sono partiti 13 palombaresi, per le miniere d’oro dell’Australia. I primi a partire nel 1952 sono stati: Antonio D’Urbano, Antonio Giangiulio, Pietro Giangiulio. Vittorio Di Sebastiano e Giuseppe Giangiulio, entrambi di 18 anni, sono i più giovani. Carmine Giangiulio, di 35 anni, il più grande. La maggior parte ha lavorato nella miniera di Mt. Magiet 50 Gold Mina West. Curiosità: I minatori palombaresi della Sardegna erano molti uniti, si definiscono loro stessi: “come una famiglia”. Si divertivano ascoltando il minatore Vincenzo Ricci suonare la fisarmonica che rendeva più sopportabile la nostalgia di casa. Anche in Belgio i nostri minatori erano anche loro molto uniti: si incontravano nella “cantina” per giocare a carte. Amavano anche giocare a bocce. E Vincenzo Ricci, ormai sposato, continuava anche in Belgio, a rallegrare i compaesani con la sua fisarmonica. I minatori palombaresi della Germania preferivano, al gioco, il ballo. Erano tutti dei bravi ballerini. Ricordano che, mentre a Palombaro, per invitare una ragazza a ballare era necessario essere fidanzati, in Germania si poteva ballare con le tedesche senza essere fidanzati. Dei 165 minatori, 150 sono nati a Palombaro mentre 15, “giunti da fuori” hanno sposato donne del paese. Fonte: Franca Ricci e Palmerino Ricci.